neutralizzare i topo dagli ambienti

Ci sono problemi che accompagnano la storia dell’uomo da epoche remote, praticamente da sempre.
Uno di questi è quello dei topi che si intrufolano negli ambienti, attirati dal cibo e dalle buone condizioni ambientali.
Purtroppo questi roditori hanno una capacità di adattamento alle diverse circostanze pari almeno a quella degli umani ed hanno superato secoli di lotte, senza farsi abbattere né sterminare.
I punti a favore dei roditori, quelli che permettono loro di essere un costante e temuto pericolo per gli uomini, sono, a parte l’adattabilità alle diverse situazioni che abbiamo già citato, la loro prolificità che in termini numerici è a dir poco impressionante, la loro abilità nell’arrampicarsi e, soprattutto, nell’infilarsi anche in spazi davvero molto ridotti.
Un topo genera circa sei – otto piccoli al mese, in teoria quasi un milione all’anno.
In “nemico” è temibile soprattutto perchè è portatore di malattie importanti. I topi si cibano di qualsiasi cosa, ma arrivano anche a rosicchiare mobili, plastica e quant’altro trovano a portata di denti. Anche i fili elettrici non sono al sicuro, in presenza di topi.

Ci si può accorgere che qualche esemplare di roditore si è intrufolato in un ambiente da diverse tracce.

Una tra le più facilmente individuabili è la presenza di escrementi, piccoli segmenti cilindrici scuri, grandi pochi millimetri, lungo i percorsi abitualmente frequentati dai topi. Anche i rumori che l’animale produce, specialmente quando rosicchia oggetti o cibo, aiutano a capire che conviviamo con qualcuno di indesiderato. Quando non si tratta solo di un singolo topolino, evento che dura ben poco perchè

l’infestazione non si farà attendere, si percepisce un odore sgradevole nei posti in cui i topi hanno stabilito la tana o il nido.
Infine, quando gli animali hanno deciso un percorso e lo fanno spesso, lasciano traccia di sporco e di unto ed un’ulteriore conferma della presenza di topi si ha con la scoperta di oggetti o cibi parzialmente rosicchiati.
Uno o più di questi segnali devono allarmare ed indurre a prendere provvedimenti in fretta, se non si vuole combattere una vera invasione.

La pericolosità dei topi è data non solo dai danni materiali che essi causano in un’abitazione, ma soprattutto per l’elevato rischio di malattie che da questi roditori possono derivare.
I loro escrementi infettano il cibo e le superfici e possono facilitare la trasmissione di malattie molto serie e temute, come la peste, il colera, il tifo, la salmonella o la leptospirosi.
Non è da trascurare il senso di ribrezzo o di vera paura che molte persone provano alla vista dei topi.
Se da sempre l’uomo si è trovato a subire l’indesiderata compagnia di questi animali, altrettanto da sempre ha cercato sistemi e soluzioni per combatterli e tenerli lontani dalle proprie case.
La prima trappola per topi, la classica tavoletta con esca e molla che scatta quando si muove il cibo, fu brevettata nel 1899 ed è senza dubbio ingegnosa. Da allora si è passati per una serie di trappole con altri meccanismi, come quello di far entrare il topo impedendogli poi di uscire, alle colle spalmate su un supporto, alle esche avvelenate.
Alcuni di questi sistemi di cattura sono piuttosto cruenti e spiacevoli da gestire.

Il classico gatto sveglio e cacciatore è un buon rimedio, ma non sempre possibile da prendere in considerazione.

Le soluzioni più recenti consistono nell’affidarsi ad una seria ditta di derattizzazione che, con competenza e con i sistemi meno invasivi e fastidiosi possibile, riesce in breve tempo e senza disagi a liberare abitazioni ed ambienti dal rischio di infestazione da ratti.
Non è saggio aspettare di essere sicuri di avere i topi in casa, se magari si sono visti soltanto nei dintorni, nè rischiare di arrivare alla vera infestazione.
Una buona ditta che si occupa di derattizzazione a Catania è in grado di valutare il tipo di trattamento efficace e mirato per ogni singola situazione e gli interventi possono essere sia sistematici, cioè effettuati con regolarità, sia preventivi, per evitare che lo spiacevole problema si presenti.
I prodotti usati, anche quando si tratta di esche avvelenate, sono trattati in modo da garantire la sicurezza per le persone e gli animali domestici, sempre posizionati in trappole impossibili da aprire.
La professionalità degli esperti derattizzatori si manifesta anche nel saper scegliere il prodotto migliore per la specifica situazione, con l’esperienza di chi conosce bene biologia, abitudini e caratteristiche dei roditori.
Quello dei topi è un problema vecchio, ma non per questo trascurabile.

Perché depositare un marchio

In un mondo ormai digitalizzato, in cui tutti sono esperti di grafica e il web è diventato un contenitore pieno zeppo di lavori grafici anche di poco conto, diventa fondamentale per un’azienda registrare e proteggere il proprio lavoro, depositando e registrando il proprio marchio per evitare copie e plagi di qualsiasi natura. Spesso si fa una fatica enorme nella creazione di un lavoro grafico, soprattutto quando si tratta di lanciare una nuova immagine coordinata di un’azienda.
Si lavora sul cliente, sulla sua immagine complessiva, su tutta la globalità dei suoi servizi, fino ad arrivare alla cura estetica delle location, e poi arriva qualcuno e ruba l’idea. Per fortuna la legge tutela le aziende che decidono di depositare il proprio marchio, consentendogli così di poter intervenire legalmente se un concorrente se ne dovesse appropriare.

Esistono vari enti che si occupano proprio della tutela non solo dei marchi, ma anche dei brevetti e delle invenzioni; in Italia c’è l’UIBM, l’ufficio italiano brevetti e marchi, che raccoglie tutti i marchi registrati e i brevetti in ambito territoriale, mentre invece per i marchi internazionali esiste il WIPO (World Intellectual Property Organization) e la Banca dati dell’Ufficio Europeo. Il motivo principale che spinge le aziende a depositare il loro marchio per ottenere la registrazione è la tutela della propria azienda, contro l’uso improprio. La registrazione permetterà di avere l’esclusiva sull’utilizzo di un nome specifico e anche della grafica scelta, e questo è fondamentale per le aziende che lavorano molto grazie al loro nome.

Basta pensare all’uso dei marchi nel mondo della moda; essere titolari di un marchio di successo significa vendere prodotti e quindi è assolutamente necessario proteggere il marchio per evitare le falsificazioni da parte di terzi, o della concorrenza. La registrazione a regola di un marchio è una documentazione che attesta che l’azienda è proprietaria di quel marchio e quindi ne possiede i diritti e stabilisce tutti gli usi relativi a quel prodotto. L’azienda quindi è libera di poter incaricare un legale di citare chiunque utilizzi il proprio marchio per propri interessi senza l’autorizzazione.

La registrazione del marchio ha comunque un costo non proprio economico, il marchio può essere depositato in diverse classi merceologiche e il costo aumenta per ogni classe che viene aggiunta, come evidenziato da Ufficio brevetti marchi. Di solito conviene affidare le pratiche ad un commercialista o a qualcuno esperto di registrazioni, per evitare che in futuro si possano trovare delle anomalie nella domanda che possano poi essere utilizzate contro di voi in tribunale. Pensiamo alle grandi aziende come Samsung e Apple, che per i brevetti si battono in cause milionarie. Non bisogna sottovalutare mai nulla, i moduli vanno consegnati alla Camera di Commercio di competenza, che analizzerà la domanda e rilascerà un certificato di registrazione del marchio.

Deposito marchio

E’ importante prima di consegnare la domanda verificare sul sito dell’ UIBM che il vostro marchio sia completamente originale, attraverso le funzioni di ricerca messe a disposizione. Il certificato emesso avrà valore decennale e sarà valido solo in ambito nazionale e non all’estero. Se poi si vuole registrare il marchio anche in altri paesi bisognerà rivolgersi ai diversi enti con costi molto elevati e diversi a seconda della classe di appartenenza.

frasi sagge

Le Frasi Giuste Sempre

Non è semplice trovare la frase giusta per ogni situazione, eppure sono ricorrenti le situazioni in cui bisognerebbe trovare una frase davvero appropriata.

Quante volte abbiamo pensato a cosa dire in determinate circostanze e, puntualmente, non abbiamo saputo dire nulla che non fosse troppo banale o niente che fosse, almeno per noi che dobbiamo esprimerci, abbastanza soddisfacente? Solitamente si prova senso d’impaccio, talora ci si sente alquanto ridicoli.

Pensiamo a quando dobbiamo fare dei complimenti a qualcuno che non soffriamo, a quando dobbiamo fare le visite a parenti, quelli che ci assillano con le solite domande e non sappiamo come fare per essere cortesi, mascherando la noia.

Le Tue Frasi per Facebook

Pensiamo a quando vorremmo dire la cosa giusta all’amico che è giù di morale e che vorremmo sollevare, dando un nostro saggio contributo. Nel caso più estremo, quanto è complicato dire la frase giusta in situazioni più drammatiche!

frasi sagge

Altre volte la frase giusta dovrebbe essere quella più adatta ad esprimere una sensazione, uno stato d’animo, un’emozione che riguarda noi stessi. In questo caso, è proprio la scelta delle parole, per il significato che esse hanno, che ci mette in difficoltà.

Ci si sente incompresi, come succede in maniera similare in un romanzo di un noto cantautore italiano: non ci si cura della parole e non sappiamo trovarle, né usarle, così i nostri discorsi restano incompleti.

Frasi Belle

C’è ancora un caso particolare, quello in cui si ritrova solitamente la persona timida, quella quieta alla quale non piace iniziare discussioni o battibecchi, la persona che proprio non ama provocare. Colui che si ritrova ad esser una persona di questo tipo, certamente s’è anche trovato nella situazione di non saper cosa dire davanti ad una battuta sarcastica o particolarmente pungente.

La situazione chiederebbe di essere altrettanto acuti nel rispondere, ma non si riesce a tirar fuori nulla che sia d’effetto.

Non nell’immediato, perché solamente dopo viene in mente la frase giusta di risposta, mentre già siamo alle prese con altre attività. Siamo dunque dispiaciuti di aver perso l’occasione di uscire di scena con la nostra battuta adatta.

Pensate un po’, la lingua tedesca e la lingua francese hanno una parola apposita per riferirsi a tale spiacevole situazione: rispettivamente, Treppenwitz ed esprit de l’escalier, che letteralmente significano “sulla scala”. Perché la frase giusta viene in mente proprio quando siamo già sulle scale di casa nostra: quando è ormai tardi.

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Faretti led da incasso: Illuminazione da casa

I faretti da Led rappresentano la nuova frontiera dell’illuminazione, in quanto sono molto più convenienti sotto diversi punti di vista: analizziamo ora come questi possono essere utilizzati in diverse situazioni.

I faretti led dentro casa.

Il primo utilizzo che si può fare di questo tipo di oggetto è quello all’interno della casa: questo perché grazie ai faretti led, la stanza rimarrà maggiormente illuminata rispetto all’illuminazione che si otterrà utilizzando una classica lampadina.

I faretti led da incasso possono essere utilizzati e montati vicino alla classica lampadina: grazie questa sorta di accoppiata, sarà possibile scegliere il grado di illuminazione, dato che essendo i faretti molto più potenti, quando si vuole un forte fascio di luce si utilizzerà tale strumento, mentre in caso contrario si preferirà l’utilizzo della lampada classica.

Ovviamente, è preferibile sfruttare le lampade al led, dato che permettono un consumo ridotto della corrente elettrica, ottenendo comunque un fascio luminoso molto superiore rispetto quello ottenuto con le lampadine classiche.

I piccoli ambienti.

Anche piccole stanze, come sgabuzzini e ripostigli, possono essere illuminate coi faretti led: questo per il semplice fatto che i faretti, rispetto le classiche lampadine, oltre avere una vastissima serie di vantaggi, occupano anche poco spazio, e dunque non ruberanno spazio agli oggetti che verranno inseriti al suo interno.

Coi faretti led dunque, se questi vengono utilizzati per illuminare piccole stanze, i vantaggi sono tantissimi: la stanza verrà illuminata tantissimo, e nel caso in cui si ricerchino degli oggetti particolari, il proprietario non avrà delle difficoltà nel trovarlo, dato che il fascio luminoso permetterà allo stesso utente di vedere bene tutti gli oggetti presenti in un ripostiglio o piccolo ambiente.

Da sottolineare, ancora una volta, come poi questi faretti, seppur usati di frequentemente, siano dotati di grande longevità, che permette agli stessi utenti di poter evitare di dover sostenere delle grosse spese per quanto riguarda il cambio delle lampadine o la loro manutenzione, che risulta esser costosa per quelle classiche.

Grandi ambienti esterni.

Si è parlato fino ad ora di piccoli ambienti o di ambienti interni, ovvero delle stanze presenti all’interno della propria abitazione: ma i faretti led possono essere sfruttati anche per illuminare degli ambienti esterni di dimensioni varie?

La risposta ovviamente è positiva: anche per grandi ambienti esterni, come ad esempio per i giardini, si possono utilizzare i faretti led, e questi possono svolgere due compiti completamente differenti.

Il primo consiste nell’illuminare tutto il giardino, o l’ambiente esterno, cosa che richiede necessariamente diversi faretti sistemati in punti strategici dell’ambiente esterno, mentre se si vuole illuminare solo ed esclusivamente una zona esterna, basterà sfruttare la potenza di un solo faretto, grazie al quale quella parte dell’ambiente esterno, che magari risulta esser poco illuminato, potrà ricevere il giusto livello di luce senza dover far fronte a grosse spese.

Ecco dunque tutti gli utilizzi che si possono fare dei faretti led, e come sistemarli in ogni singolo ambiente.

Terminologia usata nelle scommesse sportive online

Il mondo delle scommesse sportive online è molto vasto e avvicinarsi in maniera errata o senza un’adeguata preparazione teorica e un minimo di esperienza può risultare rischioso. Internet fortunatamente offre un valido supporto a coloro i quali vogliano intraprendere questa esperienza in maniera sensata e soprattutto coscienziosa.

siti-scommesse

Il primo step per entrare nel mondo dei siti di scommesse sportive online è quello di conoscerne i segreti e la terminologia.

Fra i termini più comuni, mutuati tra l’altro dalla cara vecchia schedina del totocalcio, c’è il cosiddetto Esito Finale, consistente, molto semplicemente nel tradizionale 1X2. In alcuni giochi, come il calcio per esempio, è previsto il pareggio, mentre nel tennis, dove questa possibilità non è assolutamente contemplata, si parlerà di scommessa ‘Testa a Testa’. Viceversa, strettamente connesso con l’ambito calcistico è la ‘Doppia Chance’, per cui, al posto dell’ 1X2 si utilizzerà la seguente notazione: 1X, 12, x2GOL /NO GOL, la dove per ‘GOL’ si intende che le due squadre andranno a segno almeno una volta, con No Gol si intende esattamente il contrario.

Con Risultato Esatto si intende che lo scommettitore dovrà fornire il risultato esatto della partita esattamente come Parziale e Finale, si intende rispettivamente l’esito del primo tempo e del finale.

Con i termini Under e Over si intendono rispettivamente la soglia minima di punti (Gol, Basket, Game) che dovrà rimanere sotto una determinata cifra precedentemente stabilita e la soglia massima.
Per Handicap significa che bisognerà indovinare l’esito della partita o del set in questione, partendo dal fatto che il nostro bookmaker ha segnalato un handicap per una squadra. Per esempio su una squadra è stato segnato un punto 1 a cui viene apposto un handicap -1. In questa situazione, perché il pronostico vada a favore dello scommettitore la squadra dovrà vincere con due punti di scarto.

L’Antepost è un particolare tipo di scommessa che consiste nell’indovinare prima il vincitore di un dato appuntamento sportivo. Prima però verrà puntata la scommessa, maggiore sarà alta la quota.

Con i termini Singola e Multipla, si intendono rispettivamente le schedine composte da una sola scommessa e da più scommesse. Riguardo alla seconda, alcuni bookmakers hanno inserito un bonus ulteriore per quelle schedine che presentano un numero maggiore di pronostici.

Per Live Betting si intende che gli allibratori danno la possibilità agli scommettitori, di poter scommettere durante lo svolgimento degli eventi (donde il termine Live).

Due termini fondamentali da apprendere sono il Betting Exchange e il Bancare, entrambi strettamente connessi. Il Betting Exchange è, letteralmente, lo scambio di scommesse. In questo modo il giocatore può prendere il posto del bookmaker e vendere scommesse. Bancare singifica che il giocatore diventa il banco e in questo modo può riscuotere le puntate perse da altri giocatori.

Altri concetti utili sono il Bankroll, cioè la somma che si mette a disposizione per le scommesse e lo Yeld che esprime il rendimento delle suddette scommesse e si calcola sommando i guadagni netti e le puntate totali X 100.

L’importanza della prevenzione contro l’osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia molto diffusa nella popolazione anziana ed è caratterizzata da fragilità ossea causata dalla riduzione della massa minerale presente nell’osso e riduzione del tessuto osseo stesso. Tale fragilità porta frequentemente ad avere problemi di fratture ed è bene sottolineare che l’osteoporosi non ha altro tipo di manifestazione, ovvero non porta dolore, la maggior parte delle persone si accorgono di soffrirne dopo aver avuto delle fratture, l’unico modo per diminuirne le conseguenze è la prevenzione.

osteoporosi

Dal punto di vista medico vengono individuate due forme di osteoporosi, ovvero la post menopausale e senile (o primaria) e la secondaria che è conseguenza di altre malattie o di uso di alcuni farmaci come il cortisone.

Colpisce soprattutto le donne perché con la menopausa arrivano ad una diminuzione della produzione ormonale, ma spesso la causa è anche di tipo genetico.

Per l’osteoporosi non esiste una cura, solo la prevenzione, che deve iniziare in tenera età, per rallentare il processo di degenerazione. La massa ossea, infatti, accresce fino ai 25- 30 anni e fin dalla nascita è bene avere uno stile di vita che aiuti a rinforzare le ossa. Intorno ai 50 anni a causa della menopausa nella donna e della riduzione della produzione di testosterone negli uomini, il processo di indebolimento della massa muscolare subisce un’accelerazione. Se si arriva a questa fondamentale tappa con una buona struttura ossea, è possibile mantenere una buona qualità della vita e non avere problemi, in caso contrario, invece, sarà opportuno procedere ad esami e terapie mirate.

Per prevenire l’osteoporosi occorre avere un’alimentazione ricca di calcio, lo stesso si trova nei derivati del latte, ma anche in molta frutta e verdura. Oltre all’alimentazione è necessario avere una buona esposizione al sole perché stimola la produzione di vitamina D che, a sua volta, aiuta a fissare il calcio alle ossa. Non basta fare lunghe esposizioni in estate, quando si va in vacanza, occorre durante l’anno trascorrere del tempo all’aria aperta in modo costante. È importante anche praticare attività fisica perché le ossa stimolate dal muscolo, tendono ad irrobustirsi. Meglio evitare gli eccessi di alcool, fumo e caffè.

Per valutare la condizione di salute delle ossa è bene effettuare degli esami diagnostici: il principale mezzo è la MOC (mineralometria ossea computerizzata), uno strumento che permette di valutare la densità minerale ossea. Questo esame deve essere eseguito nel caso di predisposizione genetica, menopausa in giovane età, o comunque quando il medico dovesse ritenere opportuno prescriverlo.

Per le donne, nel caso di menopausa in giovane età, per rallentare il processo di indebolimento osseo è possibile anche procedere con terapie sostitutive a base di estrogeni.

Il medico può prescrivere integratori di calcio e vitamine per aiutare a conservare la massa, oppure, nei casi più gravi, prescrivere tutori per sostenere lo scheletro. Nessuna di queste terapie è però risolutiva.

In occasione della festa della donna 2014, lo scorso 7 marzo sono state diverse le iniziative sparse per tutto il territorio volte all’informazione come prima forma di prevenzione. In alcune strutture sanitarie, come parte di quelle appartenenti al gruppo GVM di Ettore Sansavini, è stata data la possibilità di effettuare uno screening gratuito con medici specialisti del settore.

Prevenzione ed esami diagnostici, quindi, sono la migliore prevenzione per combattere questo tipo di patologia.

 

Le partite di calcio più belle di tutti i tempi

La storia del calcio è costellata di gare di straordinaria bellezza non solo per i gesti tecnici effettuati dagli interpreti ma anche per la passione e la voglia di prevalere sui rivali che essi hanno messo in campo.

Anche se può sembrare un esercizio alquanto complesso e discutibile nella sostanza, cerchiamo di elencare alcuni match che sono diventati legenda. La semifinale dei Mondiali del 1970 a Città del Messico giocata per l’esattezza il 17 giugno allo Stadio Azteca tra la Nazionale Italiana allenata da Valcareggi e la Germania dell’Ovest guidata da Schon, è considerata universalmente la gara più bella di sempre e non a caso è stata definita la partita del secolo.

L’Italia prevalsa ai tempi supplementari con il risultato di 4-3 dopo una serie infinita di colpi scena ed emozioni. Giusto per citare alcuni interpreti di quella partita ricordiamo nella squadra italiana i vari Riva, Rivera, Mazzola, Boninsegna, Facchetti e Albertosi mentre dall’altra parte c’erano campioni del calibro di Beckenbauer, Schnellinger, Muller e Berti Vogts.

L’Italia passò in vantaggio all’8’ del primo tempo con una rete di Boninsegna per poi cercare di gestire il risultato nel corso dei 90 minuti regolamentari mettendo in campo tanta voglia e abnegazione. Al 90’ però la Germania riesce a trovare il gol del pareggio con Schnellinger per quella che sembrava essere una tremenda beffa.

Solitamente in queste occasioni le squadre che si fanno raggiungere per un discorso esclusivamente psicologico subiscono il contraccolpo e spesso hanno la peggio. In effetti al 4’ del primo tempo supplementare la Germania trova il vantaggio con il favoloso bomber del Bayern Monaco Gerd Muller. Sembra finita ma l’Italia si compatta e trova la forza per una veemente reazione che culminerà con il pareggio di Burgnich all’8’ ed il controsorpasso di Gigi Riva al 14’.

I tedeschi non mollano ed al 5’ del secondo tempo supplementare riportano in equilibrio l’incontro ancora una volta con Muller. Pareggio che durerà soltanto un minuto per effetto del goal decisivo di Gianni Rivera che fisserà il risultato sul 4-3 conclusivo che come detto rimarrà indelebile nella storia del calcio.

Nella storia dello sport e dei Mondiali c’è un’altra vittoria dell’Italia che è stata inserita tra le più belle gare di sempre tant’è che è stata celebrata dalla prestigiosa rivista Times, insieme a Italia – Germania 4-3. Stiamo parlando della vittoria dell’Italia allora allenata da Enzo Bearzot per 3-2 sul favoloso Brasile del tecnico Santana che vantava campionissimi come Zico, Falcao, Junior, Cerezo, Socrates ed Eder.

La gara è stata giocata il 5 luglio 1982 ed era decisiva per la seconda fase a gruppi con il Brasile che poteva contare su due risultati utili su tre. Tutti ricorderanno come quella fu la gara della svolta della spedizione azzurra che trovò in Pablito Rossi un finalizzatore spietato che non a caso stese il Brasile con una sontuosa tripletta entrata di diritto nella storia del calcio. L’Italia trovò subito il gol del vantaggio con Rossi al 5’. La reazione dei campioni brasiliani fu immediata con Socrates che al 12’ con un tiro molto intelligente sul primo palo riuscì a sorprendere Dino Zoff.

Teoricamente ai verdeoro basterebbe gestire il match ma non è nella loro indole così si scoprono venendo puniti dal cinismo dell’Italia con Rossi ancora in gol al 25’. L’Italia tenta di difendere il prezioso vantaggio ma al 69’ Falcao da poco fuori il limite dell’area di rigore trova il nuovo pareggio.

È una mazzata psicologica per gli Azzurri che però raccolgono le ultime energie per segnare nuovamente con Rossi al 74’ per quello che sarà il gol decisivo. Per quanto riguarda il passato recente, senza dubbio una delle partite più emozionanti è stata la finale di Champions League del 1999 tra il Manchester United di Sir Alex Ferguson ed il Bayern Monaco di Hitfeld. Un match condotto per lunghi tratti dai tedeschi che oltre a trovare il vantaggio con Mario Basler al 5’ vanno più volte vicini al raddoppio per una supremazia che sembrava molto evidente.

Eppure nei minuti di recupero succede l’imponderabile con il Manchester che al 91’ prima trova il pareggio con Teddy Sheringham e poi il clamoroso 2-1 al 93’ con Ole Gunnar Solskjaer.

 

Ho trovato una casa vacanza a basso costo su annunci.net

Cercare casa è un impegno spesso gravoso visti i tempi ristretti e magari l’incombenza di dover fare un trasloco in tempi brevi.

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Il sito preserva la privacy in base alla legge vigente e, grazie ad un meccanismo di verifica, evita lo spam all’interno del portale stesso.

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La normativa urbanistica italiana: storia e fondamenti

L’Urbanistica italiana non ha radici profondissime, possiamo tranquillamente affermare che è una concezione moderna di regolamentazione delle costruzioni, infatti il primissimo piano regolatore fu compilato in epoca recente, nel 1884, per la città di Milano.
In Italia ci sono molteplici Piano Urbanistico, che vengono creati dalle amministrazioni attraverso un atto amministrativo. Ogni atto amministrativo che sancisce l’attuazione di un Piano Urbanistico deve obbligatoriamente rispettare i criteri dettati dal P.R.G. , ovvero il Piano Regolatore Generale.

Ci sono Piani Urbanistici di vari livelli e competenze: il Piano Urbanistico Territoriale Regionale, che come si intuisce dal nome è di competenza regionale. Poi ci sono i Piani Attuativi, di competenza comunale insieme al Piano Urbanistico Comunale. Poi c’è il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che è di competenza dell’ente Provinciale. Tutti questi Piani Urbanistici, come già accennato, debbono essere regolamentati e devono seguire tutti i criteri dettati da quello che è il Piano Urbanistico per eccellenza, il Piano Regolatore Generale di competenza dello Stato.

Com’è facilmente intuibile, una caratteristica del diritto del Piano Urbanistico è che prevede una quantità di norme elevatissime e nel tempo non si è mai riuscito a creare un unico corpo i legge che potesse accorpare tutte le normative, dunque di anno in anno sono state aggiunte sempre nuove norme.
I criteri che devono essere rispettati per emanare un Piano Regolatore, che sia esso comunale, provinciale o regionale sono molteplici.

giampiero martini e l'urbanistica

L’attuazione di un Piano Regolatore, visto ed appurato che deve rispettare i criteri sanciti dal Piano Regolatore Generale, è un processo molto lungo e complesso che soltanto tecnici del settore quali possano essere giuridici, architetti o ingegneri (in passato anche geometri ma con il tempo e le nuove normative, difficilmente il geometra riuscirà ad eseguire un ottimo piano regolatore).

Oltre alla mera tecnicità dell’atto, per riformulare completamente o per costituire un Piano Regolatore Comunale occorre che vengano utilizzate anche le motivazioni che portano l’amministrazione, come detto prima attraverso un vero e proprio atto amministrativo, a dar vita ad un complesso quanto, si spera, regolare Piano Regolatore Comunale.

Da non dimenticare è l’assoluta libertà lasciata agli amministratori comunali di poter fare il Piano Regolatore Nazionale. Infatti, il Piano Regolatore non è assolutamente obbligatorio per un comune. Basti pensare che la maggior parte dei comuni italiani ne è sprovvisto, solitamente occorre l’obbligo per un maggior controllo e per una maggiore organizzazione nelle grandi città. Una delle prime città ad avere un Piano Regolatore Comunale è stata Milano. Quello di Milano fu il primo vero e proprio Piano Regolatore Comunale, dopo Milano seguirono tutte le altre e si andò via via modificando il Piano Regolatore Generale, cosicché ci si adattasse sempre più alle nuove esigenze richieste dai costanti mutamenti delle costruzioni moderne.

Per conoscere più a fondo la normativa urbanistica si consiglia la lettura della guida redatta dal professor Giampiero Martini,  docente di Legislazione Opere Pubbliche presso l’Università di Bologna.

La crisi e le conseguenze sulle imprese

La crisi che attualmente attanaglia l’economia mondiale ha colpito in modo profondo il tessuto imprenditoriale in ogni settore, in particolare quello terziario, che ha visto una vera e propria emorragia di posti di lavoro perduti e il conseguente fallimento delle stesse imprese.

Le analisi degli economisti che monitorano l’evolversi di questo stato di sofferenza economico-finanziaria hanno fissato l’inizio della crisi nel 2008, quando accanto a una flessione dei consumi interni ha preso corpo anche una diminuzione della domanda internazionale.

Altre correnti di pensiero economiste invece fissano la causa scatenante quando negli Stati Uniti c’è stato lo scandalo dei mutui ,di cui si rese protagonista la società finanziaria Lehman Brothers.

Quest’ultima dichiarò bancarotta a fine 2008, trascinando con se coloro che ne erano legati a vario titolo, primi fra tutti quelli che avevano beneficiato di prestiti.

Tale società finanziaria aveva uffici dislocati praticamente in tutto il mondo, da Tokio a Londra, con sede a New York. Il caso Lehman Brothers rimane ad oggi la più imponente bancarotta nella storia degli Stati Uniti.

Questo la dice lunga sul colpo assestato all’economia globale che ha scatenato un fenomeno che può definirsi da “effetto domino” E che ha coinvolto in prima istanza i consumatori.

La contrazione dei consumi ha provocato una forte frenata negli acquisti di tutti i giorni da parte della gente comune.

Un comportamento questo che ha visto una reazione degli imprenditori spaventati che hanno smesso di assumere a tempo indeterminato e in seguito hanno frenato completamente l’entrata di nuova forza lavoro. Il grande dramma delle piccole e medie imprese, sulle quali si basa sia l’economia italiana che quella europea, è stato ad un certo punto il dover cominciare a licenziare, a non rinnovare i contratti a termine e infine a chiudere.

In Italia una stima di Unioncamere del 2012 parla di circa 1000 imprese chiuse ogni giorno che non vedono futuro e che non sanno in definitiva come reagire all’aggressione della crisi.

L’economia sociale è strettamente legata all’economia politica e alla politiche economiche messe in campo dai vari Stati che, visto lo stato di cose, sono corsi ai ripari implementando inizialmente gli ammortizzatori sociali e poi nuove riforme.

Le riforme sono state adattate alle mutate esigenze dell’occupazione e alla stretta della crisi mondiale che minaccia non solo l’impresa, ma anche il singolo lavoratore.

Le riforme messe in campo sia negli Stati Uniti con l’aumento degli stipendi che in Europa con finanziamenti mirati alla formazione continua e alla ripresa del potere d’acquisto pare dia deboli segnali di ripresa, soprattutto in paesi come la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, e anche in Spagna, che dopo una situazione assai grave vicina al default ha ripreso le redini della sua economia in mano.

L’Italia ancora si trova al palo, sia per i problemi d’instabilità politica sia per la mancanza di riforme forti che agiscano direttamente sul tessuto sociale. C’è una paura diffusa del futuro dovuta alla piaga della disoccupazione che non si riesce a risanare.

La reazione dei mercati, che vede in calo lo spread, la debole ripresa che si sta verificando in Europa e negli Stati Uniti lascia un filo di speranza per un’uscita dal tunnel della crisi globale nel giro di qualche anno, ma non si rispecchia nelle economie reali.

Resta infatti il grave danno arrecato al tessuto delle piccole e medie imprese che sono state chiuse con conseguente interruzione della continuità di tradizioni artigianali e professionali che caratterizzava l’economia europea.

La ripresa dell’occupazione è nelle mani della politica che deve saper guardare al futuro con coraggio come pensa e crede anche uno dei più grandi imprenditori italiani, che nonostante la crisi ha saputo reinventarsi e credere nel suo lavoro ed imprese, Cesare Pambianchi.