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Trattamenti con Antagonisti (Naltrexone)


Che cos'è il Naltrexone?

Il naltrexone è un antagonista degli oppiacei (cioè delle sostanze simili all'eroina, alla morfina e al metadone). Gli oppiacei per fare il loro effetto devono agire su certe strutture del nostro sistemo nervoso che si chiamano recettori. Gli antagonisti degli oppiacei vanno sulle stesse strutture senza però attivarle ma limitandosi a "tenerle occupate" come fa chi occupa un posto in treno mettendoci un cappello.

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Perché si da il Naltrexone a chi abusa di oppiacei?

Dato che gli oppiacei e i loro antagonisti come il naltrexone occupano gli stessi recettori questi due tipi di sostanze sono in competizione tra loro. Ciò vuol dire che se una persona introduce oppiacei ma prima ha preso il naltrexone gli oppiacei non possono fare il loro effetto perché trovano il posto occupato. In questo caso il "buco" non è seguito dalle consuete sensazioni piacevoli e viene a cadere il motivo per "farsi".

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In quali casi è indicato il Naltrexone?

Il naltrexone è utile quando per qualsiasi motivo si vuole evitare per un certo periodo l'assunzione di oppiacei e non si è sicuri di ottenere questo risultato con altri programmi. In particolare si consiglia il naltrexone:

  1. a chi non ha ancora sviluppato una pesante dipendenza da eroina ed ha ancora buone risorse personali e familiari che gli potrebbero permettere di riprendere un diverso stile di vita;
  2. a chi ha terminato altri trattamenti (comunità, metadone, ecc.) e desidera avere una "assicurazione" temporanea contro una ricaduta nel periodo del reinserimento;
  3. a chi esce dal carcere e teme di non resistere alle prime tentazioni;
  4. a chi sta seguendo una psicoterapia comportamentale;
  5. a chi sta seguendo altri tipi di psicoterapia con buoni risultati e teme di compromettere tutto per una ricaduta occasionale;
  6. a chi sta seguendo programmi tipo "Narcotici Anonimi".
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Per quanto tempo si deve prendere il Naltrexone?

Il naltrexone serve solo a impedire ricadute "accidentali" (cioè non premeditate) in persone che abbiano deciso di risolvere con altri mezzi il problema di base della tossicodipendenza da oppiacei. Molto spesso infatti programmi di per sé abbastanza efficaci falliscono perché circostanze impreviste inducono il paziente a bucare "solo per quella volta", "solo perché gliel'hanno offerta", "solo perché ha incontrato il tale", "solo perché aveva litigato con la moglie", con il consueto passaggio entro pochi giorni allo stato di dipendenza. Perciò non è possibile stabilire a priori per quanto tempo deve essere preso il naltrexone: dipende dalle esigenze del paziente che deve saper riconoscere i periodi "ad alto rischio" ed utilizzare anche questo mezzo per aumentare le possibilità di successo nel suo programma.

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Cosa succede se una persona prima assume oppiacei e poi Naltrexone?

Il naltrexone non solo occupa il posto degli oppiacei nel nostro cervello ma addirittura "scaccia" gli oppiacei che trova sui recettori. Perciò chi assume naltrexone dopo aver assunto oppiacei presenta una grave sindrome d'astinenza che oltre a tutto è molto difficile da trattare dato che il farmaco ha una durata d'azione di molte ore. Per questo motivo primo di somministrare naltrexone è molto importante essere sicuri che il paziente sia completamente disintossicato.

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Come essere sicuri di non andare in astinenza quando si comincia il trattamento con Naltrexone?

Chi vuole iniziare un trattamento con naltrexone deve smettere di assumere eroina almeno 7 giorni prima e smettere di assumere metadone almeno 10 giorni prima. Prima di iniziare il trattamento è necessario fare una prova con il Narcan, un antagonista a breve durata d'azione che permette di essere del tutto sicuri che non ci saranno problemi. Questo farmaco non fa nessun effetto a chi non ha bucato da almeno una settimana ma provoca sintomi di astinenza della durata di alcune ore in chi l'ha fatto. E' perciò evidente che chi sa di aver bucato non deve sottoporsi a questo test mentre può farlo tranquillamente chi sa di non averlo fatto.

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Come si prende il Naltrexone?

Il naltrexone si prende per bocca quotidianamente o 3 volte alla settimana.

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Cosa succede se si sospende bruscamente il Naltrexone?

Niente. Il naltrexone non è uno stupefacente, non dà dipendenza e non procura sindrome d'astinenza.

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Il Naltrexone può dare disturbi?

Tutti i farmaci possono provocare dei disturbi in persone predisposte. Il n è di solito ben tollerato tuttavia va assunto come tutti i farmaci SOTTO CONTROLLO MEDICO. In particolare devono essere seguiti con attenzione i pazienti che hanno malattie al fegato dato che, in qualche caso, il n ha peggiorato la situazione. Naturalmente anche per un epatopatico è meglio prendere naltrexone piuttosto che un'altra epatite continuando a usare siringhe altrui.

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Quali altri disturbi potrebbero dipendere dal Naltrexone?

Alcuni pazienti hanno presentato all'inizio del trattamento insonnia, ansia, nervosismo, nausea, stanchezza, mal di testa, crampi. E' possibile che questi effetti siano da mettere in relazione ad una disassuefazione non perfetta. In casi molto rari si sono verificati disturbi dell'appetito, disturbi intestinali, disturbi sessuali, reazioni avverse come prurito, raffreddore, congiuntivite, dermatiti, ecc. E' importante sottolineare che reazioni del genere sono segnalate per un gran numero di farmaci di uso comune. Nell'insieme si può dire che il naltrexone abbia dato meno problemi di farmaci come l'aspirina o la maggior parte degli antibiotici. Qualunque reazione va in ogni caso segnalata al medico che deciderà il da farsi.

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Si possono prendere altri farmaci mentre si prende Naltrexone?

Sì. Finora nessuno ha registrato interazioni tra il naltrexone e altri farmaci AD ECCEZIONE NATURALMENTE DEGLI OPPIOIDI. Facciamo presente che sono oppioidi non solo l'eroina e il metadone ma anche la morfina, la buprenorfina, la papaverina, ecc. ecc. In pratica prima di assumere qualunque farmaco occorre avvisare il medico che si è in trattamento con naltrexone. I farmaci che potrebbero contenere oppioidi sono: gli analgesici, gli antitosse, gli antidiarroici.

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Chi prende Naltrexone corre particolari rischi?

Come abbiamo già detto chi prende n non può assumere oppioidi in quanto a dosi normali non avrebbero effetto. Tuttavia per le malattie per cui sono indicati gli oppioidi esiste la possibilità di usare altri farmaci con buoni risultati almeno per un certo periodo. Il vero rischio per chi prende naltrexone è di assumere una quantità di oppiacei talmente elevata da superare la concorrenza dell'antagonista andando perciò in overdose (cioè in coma). In questo caso ci si troverà di fronte ad un'overdose insensibile al Narcan (il farmaco che si usa negli avvelenamenti da oppioidi) in quanto avvenuta già in presenza di forti quantità di antagonista. Ci si troverà quindi nella situazione in cui si era 20 anni fa quando per le overdose non c'era che il ricovero immediato in rianimazione. Perciò è importantissimo che chi prende naltrexone e decide di bucarsi con l'intenzione di "sballare" PRIMA sospenda il farmaco per alcuni giorni (almeno 4). Deve inoltre tenere presente che anche dopo 4 giorni non sarà assolutamente più tollerante agli oppiacei e quindi correrà in ogni caso rischi maggiori di overdose.
Pertanto:

  1. non deve bucare da solo
  2. non deve bucare in bagno o a letto (luoghi dove verrebbe soccorso in ritardo)
  3. deve avere con sé il Narcan per eventuali soccorritori.
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Una donna incinta può prendere il Naltrexone?

No. Non ci sono abbastanza studi che permettano di garantire l'innocuità del naltrexone in gravidanza. Perciò non solo le donne incinte non devono essere trattate ma le donne trattate con naltrexone dovrebbero sospenderlo prima di restare incinte.

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Perciò una donna che resta incinta mentre prende il Naltrexone deve abortire?

Non necessariamente. In questo come in altri casi il problema va valutato con il ginecologo e con il tossicologo clinico. Tuttavia ripetiamo ancora che la gravidanza in corso di naltrexone deve essere evitata.

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IN CONCLUSIONE COSA DEVE FARE CHI DESIDERA UTILIZZARE IL Naltrexone PER I SUOI PROBLEMI DI TOSSICODIPENDENZA?

Prima del trattamento

  1. Essere ben sicuro di voler smettere di bucare
  2. Sapere con quali mezzi vuole affrontare il problema di base dato che non potrà prendere naltrexone in eterno
  3. Restare 10 giorni senza assumere nessun tipo di oppioidi (attenzione agli oppioidi "nascosti" nei farmaci contro il dolore, contro la febbre, contro la tosse e contro la diarrea) prima di fare il test al Narcan.
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Durante il trattamento

  1. Non assumere assolutamente eroina né altri oppioidi compresi quelli "nascosti" citati sopra.
  2. Avvisare i medici con cui si viene in contatto che si è in trattamento e portare con sé un tesserino che informi di questo fatto in caso di incidente.
  3. Riferire eventuali disturbi di qualsiasi genere al medico che segue il trattamento.
  4. Presentarsi regolarmente ai controlli previsti.
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Dopo il trattamento

ATTENZIONE ALL'OVERDOSE, non siete più tolleranti.

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