Diritti dei pazienti
Già nei testi medici di fine '800 l'alcolismo, il morfinismo, il
cocainismo erano citate come malattie. Molti illustri medici, in quell'epoca,
come lo psichiatra Sigmund Freud e il fisiologo Paolo Mantegazza, sperimentarono
personalmente gli effetti dedittivi di queste sostanze (allora legali e, anzi,
prescrttte per molti disturbi fisici e psichici) e ne riferirono i rischi e i
benefici. Solo molti decenni dopo, quando alcune droghe diventarono illegali ,
si cominciò a pensare alle tossicomanie come vizi o come delitti, dando origine
ad uno stigma sociale che ancora oggi fa sì che in certi paesi queste condizioni
patologiche siano punite come reati.
Istituendo i Servizi Pubblici per le
Tossicodipendenze nell'ambito del Sistema Sanitario Nazionale la legge italiana
conferma che chi è affetto da tossicomania è un paziente come tutti gli altri.
La tossicodipendenza è anzi considerata dal Legislatore una malattia sociale:
curarla quindi non è solo interesse del singolo, ma anche della comunità
nazionale e quindi l'accesso ai servizi viene dalle legge in ogni modo
facilitato, anche attraverso particolari norme di garanzia riconosciute ai
medici e ai pazienti nei Servizi Tossicodipendenze.
Disposizioni generali
La Costituzione non si occupa direttamente di tossicomanie.
Contiene tuttavia una serie di diritti che si applicano anche a chi abusa di
sostanze. L'art. 2 stabilisce che "la Repubblica riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali
... e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale". L'art. 3 stabilisce la pari dignità sociale e
l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge indipendentemente da "condizioni
personali o sociali".
Fra i diritti sanciti dalla Costituzione vi è anche il
diritto alla salute, sia come bene del singolo individuo, che come interesse
della collettività (art. 32). Ogni discriminazione basata su una diagnosi
clinica è pertanto contraria ai principi e all'ordinamento della
Repubblica.
In questa sezione forniamo alcune informazioni utili per chiarire
questioni che più frequentemente sembrano creare problemi quando siano coinvolte
persone tossicomani.
In ogni caso, quando sorgano dubbi, un buon modo per
orientarsi è quello di leggere attentamente la Costituzione dato che a questa
legge devono conformarsi tutte le norme vigenti nel nostro Paese.
E'
possibile rivolgersi anche all'Ufficio Pubblica Tutela (obbligatoriamente
istituito in ogni Ospedale Pubblico e in ogni Azienda Sanitaria con il compito
di tutelare i diritti dei pazienti) o a una delle associazioni che si occupano
dei diritti del malato. Potete anche scrivere al nostro
Gra.Civ. (Gruppo Abilitazione Civica) per posta
ordinaria o per e-mail ricordando che la riservatezza della posta elettronica
non è assoluta.